DIMENSIONAMENTO DELLE PROTEZIONI E PROVE SUI MATERIALI
Realizzando una protezione dimensionata come detto sopra
è possibile calcolare con buona approssimazione l'area
interessata dall'impatto.
Supponiamo una area
iniziale e un'area finale a deformazione avvenuta.
-
Area iniziale: dim. [cm] 20 x 10 = 200
[cm2]
-
Area finale : dim. [cm] 25 x 20 = 500
[cm2]
L'energia che dovrà assorbire sarà Ec = 1/2 * m * v2
dove "m" e` la massa del pilota e "v"‚ la velocità di
impatto.
Nel
caso in cui sia nota, invece, l'altezza da cui avviene
la caduta (con velocità verticale iniziale uguale a
zero) la nostra Ec sarà uguale a Ep (energia
potenziale).
Quindi
Ec = Ep = m * g * h dove "m" ‚ la massa del pilota, "g"‚
l'accelerazione di gravita` (9.81 m/sec2) e "h" ‚
l'altezza da cui avviene la caduta.
Dato
che il campo gravitazionale ‚ un campo di forze
conservativo vale la legge:
-
Ec1 + Ep1 (all'istante 1)= Ec2 + Ep2
(all'istante 2)
Se
consideriamo la velocità iniziale 1 uguale a zero e la
altezza finale 2 uguale a zero la formula si semplifica:
-
Ep1 = Ec2 e quindi
-
m * g * h = 1/2 * m * v2
Ma
questa energia sarà la stessa che dovrà essere assorbita
dalla protezione dorsale, ne consegue che:
-
1/2
*
m
*
v2 = m * g * h = m * a * s
dove
"a" e` la decelerazione massima sopportabile uguale a
10g e "s" è lo spessore della parte deformabile della
protezione.
Si
ricava quindi:
-
m * g * h = m * 10g * s
di
conseguenza:
-
s = h/10.
L'obbiettivo è ora trovare un materiale che assorba
l'energia dell'impatto comprimendosi "s" caricandolo con
una massa "m" lanciata ad una velocità "v" (oppure che
cade da una altezza "h").
Definisco ora l'Area media di impatto come:
-
(Area iniz. + Area fin.)/2 = (200 +
500)/2 = 350 cm2
Per
testare la capacita` di deformazione posso realizzare un
provino di dimensioni 50 x 50 mm. per una altezza di 75
mm. Per distribuire l'impatto utilizzo una lastra di
lexan 50 x 50 mm. (spessore 1.5 - 2 mm.) attaccata al
provino con biadesivo.
Per
impartire l'urto posso usare un pendolo di una certa
massa.
Per
determinare la massa del pendolo, che deve essere
indeformabile, suppongo una massa del pilota di 70 Kg.:
Peso
del pendolo = peso pilota/(Area media/Area provino) =
-
= 70 / ( 350 / 25 ) = 5 Kg.
Comprimiamo il provino di spessore 75mm. di 50mm.
teorici:
-
s = h/10
quindi
solleviamo il nostro pendolo di 50 cm. e verifichiamo la
deformazione effettiva (vedi dis. allegato).
Utilizziamo la proporzione inversa seguente :
-
10g : (1/5 cm) = acc. effettiva : (1/def
effettiva)
Facendo varie prove possiamo caratterizzare i vari
materiali diagrammandoli:
-Grafici h(altezza) - deformazione
-Grafici velocità impatto - deformazione
-Grafici energia - deformazione
Essendo l'area di impatto non costante possiamo
calcolare le decelerazioni istantanee discretizzando il
fenomeno.
Il
nostro materiale avrà un'area iniziale di 200 cm2 e
un'area finale = area media totale = 350 cm2.
L'area
media iniziale sarà :
-
(200 + 350)/2 = 275 cm2
La
massa del pendolo sarà :
-
massa pendolo = peso pilota / (275/25) =
6.36 Kg.
Utilizzando la proporzione inversa :
-
10g : (1/5Kg) = xg : (1/6.36Kg)
Ricavo
il numero (x) di g rapportati al numero teorico massimo
di g sopportabili. In questo caso x = 7.86 .
Ne
consegue che la deformazione iniziale sarà di 7.86g,
quindi, inferiore alla decelerazione media sopportata di
10g.
Il
procedimento analogo può essere applicato alla
decelerazione finale ridefinendo le aree. Nel nostro
caso la decelerazione finale teorica sarà x = 12.14g.
Tenendo presente che comunque il nostro corpo non è
rigido, si può supporre che la decelerazione finale sia
leggermente inferiore a causa della flessione della
schiena durante l'urto.
Comunque, si può affermare che la tipologia di materiale
da usare e il suo comportamento sono monitorabili e
calcolabili. Pertanto i calcoli risultano validi per il
dimensionamento di massima. |